“Resta a casa!” Lo stato di eccezione come “dittatura commissaria” e il rischio autoritarismo

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“Stai a casa”: esempi di terrorismo psicologico e frustrazione

È giovedì sera e la signora Antonia sta tornando a casa in bici con la sorella – mantenendo da questa la distanza di sicurezza –  dopo una giornata massacrante di lavoro. La quarantena vale per tutti ma non per lei, costretta a lavorare per via del suo ruolo. Già nelle sere successive si era sentita urlare dai balconi disseminati lungo il tragitto che separa la sua abitazione dal luogo di lavoro imprecazioni varie ma classiche del periodo in cui viviamo: “Vai a casa! Devi stare a casa!”, eppure Antonia sta solo tornando da lavoro. Probabilmente non trova opportuno rispondere alle isteriche grida, siamo tutti frustrati e costretti alla reclusione ed adattarsi alla situazione non è semplice.
La sera successiva, mentre sta organizzando davanti al luogo di lavoro la disinfezione dei locali, una secchiata d’acqua lanciata dal balcone la raggiunge e giù le solite imprecazioni che ormai sono diventati riti. Antonia torna a casa e si sfoga su facebook, è una farmacista che svolge il suo lavoro di tutela della salute pubblica.
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Un’attesa infinita/un giorno fantastico

 

 

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“Visto da vicino, nessuno è normale”,
Perchè ognuno a modo suo è straordinario, cantava Caetano Veloso. Lo diceva Franco Basaglia durante gli anni di lotta contro la morale comune, per ricordare come sia sottile il confine tra pazzia e normalità.
Eppure l’ICATT di Eboli, la casa di reclusione dove mi ritrovo due/tre volte a settimana ad operare, con la pazzia non c’entra nulla. Un istituto penitenziario virtuoso, dentro un antico castello che presenta magnificenze in ogni angolo a cominciare dalla vista sul centro storico di Eboli: le antiche fornaci romane, la magnifica badia di S. Pietro alli Marmi, il campanile della chiesa di San Francesco, gli antichi palazzi con gli archi tipici dei centri storici del sud Italia. Un luogo di recupero dove quotidianamente gli “ospiti” tentano di ridisegnare le proprie traiettorie di vita, scontando la pena che gli spetta lavorando, stringendo i denti. Ma un luogo dove la “normalità” per forza di cose si scontra con la routine ed allora talvolta nei momenti di crisi emerge la straordinarietà: nel racconto che propongo, scritto da Gianrico Lattanzi, appunto un “ospite” dell’ICATT, e pubblicato nel nr. di Ottobre del mensile “Diversamente liberi” a cura dell’Aps “Mi girano le ruote”, la straordinaria normalità consiste nel riabbracciare dopo mesi le due figlie piccole.
Il racconto centra un problema serio che tocca tutti i detenuti: il rapporto con i familiari e la lontananza, la genitorialità ed il dilemma della verità. Raccontare il posto in cui “soggiorna” il padre o la madre diventa un’impresa ardua laddove ci sono figli piccoli.
Un luogo lontano, un lavoro che terrà il genitore distante, figli senza fissa dimora e carenze affettive che subentrano. Attese che possono durare anni. Normalità in frantumi che lasciano spazio ad altre più malsane. E allora cosa fare? Dire bugie? Raccontarlo con il rischio di scatenare odio, di sentirsi “diversi” o peggio ancora di godere dello status in ambienti sociali devianti?
Il racconto di Gianrico è toccante, diretto, preciso e descrittivo.
Buona lettura.

Enzo Castaldi

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Un giorno diverso dagli altri

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Carmine Citro

Avevo già detto a Mastro Peppe che non sarei andato a lavoro ed aveva ben inteso, ci sarebbe stato anche lui, ma come tutti del resto.
Erano ormai giorni che sentivo sempre la stessa litania nelle orecchie, ed era per questo che cercavo di evitare lo sguardo severo ma dolce di mia madre e mia sorella, da quando mi sorpresero davanti al tabacchificio mentre aiutavo dei bambini molto piccoli a passare dall’altro lato della cancellata. Era per me inammissibile che delle madri dovessero allattare i propri bambini in un luogo di lavoro e in quel momento di protesta. Come si poteva permettere questo? Cosa ne era della dignità di donne costrette a lottare, a non tornare a casa dai propri mariti e figli per giorni e notti intere perché qualcuno tentava di privarle del loro lavoro. Una faccia poi sconosciuta, ne delineassi i lineamenti potrei indirizzare bene l’odio che invece si perde. Continua a leggere “Un giorno diverso dagli altri”

Inaugurazione mostra “Battipaglia 9 Aprile 1969”

6 Aprile 2019. Alcuni scatti dell’inaugurazione della mostra “Battipaglia 9 Aprile 1969 tra storia e memoria” a cura dell’associazione “Battipaglia 9 Aprile 1969”.
Complesso “E. De Amicis”, piazza Amendola – Battipaglia.
In foto tra gli altri: Vito Telese, il maresciallo Antonio De Marco, Cucco Petrone ed io.

Presentazione del libro “Operai e studenti…” circolo Mdp – Eboli

Venerdì 29 Marzo presso il circolo Mdp – Leu di Eboli, si è tenuta la presentazione del libro che mi vede coautore con Ubaldo Baldi “Operai e studenti uniti nella lotta – 5 anni ribelli a Salerno”.
Relatori: Antonio Conte, Gerardo Rosania, Massimiliano Curcio, Giuseppe Fresolone.
Moderatrice: Luella Mazzara.
Di seguito il video con il mio intervento.

Enzo Castaldi 

 

Carmela, la “tabacchina” con gli occhi sorridenti

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Tabacchine. Al centro Carmela Morra

Con gli occhi sorridenti

Ho spesso l’abitudine, probabilmente per una innata curiosità caratteriale, di sbirciare le foto sui comodini, sui tavoli, sui mobili, appena entro per la prima volta in una casa. Spesso lo faccio di soppiatto, senza farmene accorgere, ma talvolta i dettagli finiscono per catturarmi e debbo giustificarmi per non apparire poco cortese. Quando sono entrato in casa della signora Carmela Morra, “tabacchina” di ferro, accolto dalla figlia Maria Rosaria Annunziato che ringrazio ancora per la gentilezza, non ho potuto non notare che le foto che ritraevano la signora erano sempre contraddistinte da uno sguardo ilare, disteso, da occhi sorridenti.
Anche ora, riguardando le foto che la signora Maria Rosaria mi ha concesso e che pubblico in questo articolo, c’è un unico comune denominatore: la serenità della madre che probabilmente trasmetteva anche alle sue compagne “tabacchine”, nonostante quelli fossero momenti di lavoro, di un lavoro come vedrete duro, talvolta massacrante. Continua a leggere “Carmela, la “tabacchina” con gli occhi sorridenti”

La Compagna con il maggiolino blu (estratto di Bia Sarasini)

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Questo breve scritto è un estratto inedito dal libro mio e di Ubaldo Baldi “Operai e studenti uniti nella lotta” che Bia Sarasini inviò circa un anno fa ad Ubaldo.
Bia Sarasini, salernitana ma trapiantata a Roma negli anni ’70, fu tra le promotrici della nascita del Manifesto salernitano e quando seppe di questo progetto (il libro) volle partecipare con un ricordo personale di quegli anni. Ricordo che abbiamo poi successivamente deciso di pubblicare.
Un abbraccio alla sua famiglia
Enzo Castaldi
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Presentazione del libro “Operai e studenti uniti nella lotta” Sala del Gonfalone, Comune di Salerno

Venerdì 9 Marzo 2018 presso la “Sala del Gonfalone” del Comune di Salerno si è tenuta la presentazione ufficiale del libro di Ubaldo Baldi ed Enzo Castaldi “Operai e studenti uniti nella lotta, 1970-1974 – 5 anni ribelli a Salerno”. 
L’evento è stato moderato dal giornalista del “Mattino” Eduardo Scotti.
Dopo i saluti ufficiali del Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, gli interventi degli autori e dei relatori Maria Di Serio, Michela Sessa e Giovanni Russo Spena.

Le foto ufficiali dell’evento